Clorofilla

All’epoca in cui i nonni dei nostri nonni erano dei bambini, pochissime mamme avevano un lavoro, esse si donavano completamente alla famiglia e le dedicavano tutte le energie del femminile, non avevano un tenore di vita fastoso ma in genere essenziale, sapevano dare in continuazione cose preziose come l’essere presenti, alle mamme era possibile rivolgersi in continuazione a condizione di onorarle e rispettarle.

In quel tempo l’uomo viveva in simbiosi con la natura e con gli animali tanto è vero che quasi in tutto il mondo la cicogna portava veramente i bambini, c’erano alcune eccezioni, nelle pianure dove venivano coltivati grandi campi di verze i bambini nascevano sotto i cavoli.

In un luogo di montagna esisteva anche un luogo curioso e un po’ insolito per chi non era del posto, ma per chi, lì era nato la cosa era del tutto normale, questo luogo era il “ Bosco Merlù “.

Nel Bosco Merlù i bambini nascono sotto la” Corna Rondanina “, essa è posta al sole del mattino e tutto intorno crescono piantine di mirtilli, di ribes rosso e nero, di lamponi, di uva spina e, coronano il tutto piante di amarene. Proprio dirimpetto, sopra un’altura c’è una bella chiesa che domina tutta la valle, ogni sera dopo l’Ave Maria le campane suonano una ninna nanna per far addormentare i bambini e all’alba di ogni giorno suonano per salutare i bambini nati nella notte.

Nessuna persona con un briciolo di cervello oserebbe addentrarsi nel Bosco Merlù dopo il suono dell’Ave Maria, perché di guardia c’è l’orco ed egli si adira moltissimo se i bambini vengono disturbati quando dormono.

Una notte di settembre quando l’alba stava per spuntare, le campane incominciarono a suonare, il loro suono pareva più gioioso e festoso del solito, nella notte erano nati 77 bambini, così tanti non era mai capitato,

quel giorno il Bosco Merlù si riempì di gente, dai genitori venuti a prendere i loro bambini, dai nonni e fratellini.

A proposito dell’orco; tutti sapevano della sua esistenza che incuteva timore ma anche grande rispetto, perché si sapeva che era il guardiano della sicurezza dei bambini, però nessuno l’aveva mai visto, era talmente alto che teneva un piede sul versante dov’era posta la chiesa e l’altro piede nel versante opposto in cima al Bosco Merlù.

Sul calar del giorno il vociare delle persone si udiva in lontananza, l’orco buttò un occhio sotto la Corna Rondanina, ma così per caso, perché mai avrebbe pensato che vi sarebbe rimasta una bambina, si sentì gelare il sangue nelle vene, da quando esisteva il Bosco Merlù mai era capitato uno sbaglio simile. Guardò a lungo la bambina, i suoi capelli non erano ne biondi ne neri, praticamente erano di un colore non definito, non aveva riccioli ma capelli fini e stinchi.  Poi le guardò gli occhi e gli parvero di una bontà infinita, capì  che la bambina aveva fame, raccolse dei mirtilli e le preparò un ottimo succo. L’orco in un primo momento si era sentito spaventato e disorientato, poi il prendersi cura della piccola gli dava una immensa gioia e lei cresceva con un animo buono e generoso e in ottima salute, si cibava soprattutto dei piccoli frutti che crescevano rigogliosi intorno alla Corna Rondanina.

Ben presto  apprese le proprietà terapeutiche di ogni singolo frutto, i mirtilli erano i suoi preferiti, forse perché era stato il primo  sapore conosciuto, o forse perché le proprietà di questo piccolo frutto sono talmente efficaci per la vista che la bambina riusciva a vedere nitidamente fino in fondo alla vallata, ma soprattutto la sua vista era talmente acuta da riuscire a vedere fino dentro l’anima delle persone, lei riusciva a vedere se le persone raccontavano la verità o le bugie. Ogni tanto stava ad ascoltare delle persone che si lamentavano di avere qualche dolore, allora lei era prontissima a consigliare come curarsi con i piccoli frutti, per esempio quando le neo mamme venivano a prendere i loro bambini se avevano una scarsa montata lattea consigliava loro di mangiare lamponi. A chi soffriva di artrite, reumatismi, gotta, o mal di gola era pronta a dargli il ribes nero, mentre per gli stati febbrili raccomandava il ribes rosso. Intanto la bambina era cresciuta e si era fatta una ragazza, la sua vera bellezza era quella interiore, buona, generosa e servizievole con tutti, una tenerezza particolare l’aveva per l’orco che amava come un padre, anche lui aveva incominciato a soffrire di gotta e allora gli schiacciava il ribes nero sugli enormi piedoni e glieli massaggiava con estrema cura. Lei non aveva un aspetto appariscente amava vivere semplicemente, aveva però un fisico perfettamente sano, perché sapeva utilizzare al meglio tutte le proprietà terapeutiche dei piccoli frutti. Questa particolarità non sfuggì a delle ragazze molto belle che facevano le indossatrici e presero a chiederle consigli, aiutarle forse perché erano giovani come lei divenne una vera passione.

I piccoli frutti hanno moltissime proprietà anche ad uso cosmetico, con i lamponi preparava loro delle maschere per il viso emollienti e rivitalizzanti, con l’uva spina curava le malattie della pelle, il ribes nero aiutava ad attenuare la cuperose, infine sono utilissime le proprietà terapeutiche delle amarene. L’amarena agisce sul sistema nervoso, ha un’azione sedativa, migliora l’umore e la vitalità, è un ottimo aiuto per mantenersi in linea, quindi le ragazze si sentivano in forma e pronte per affrontare le passerelle. Si sparse la voce e arrivarono anche ragazze da molto lontano, beneficiando delle proprietà dei piccoli frutti, non c’era più tra loro ragazze anoressiche o rifatte, tutte erano di una bellezza vera e naturale, ne trasse beneficio anche il loro carattere perché diventarono migliori anche dentro il loro animo.

L’orco dall’alto assisteva commosso e orgoglioso e decise di dare un nome alla sua piccola:” Ti chiamerò Clorofilla perché sai fornire energia “ le disse.

L’orco comprese che quella bimba rimasta sotto la Corna Rondanina era un dono lasciato da “Madre Natura “ agli uomini, affinché non si dimentichino che  dalla natura possono attingere in continuazione a condizione di onorarla e rispettarla.

 

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